Ieri sera, malgrado la stanchezza, ho comunque partecipato alla commemorazione della strage dei Georgofili, come faccio da sempre.

Una ferita ancora aperta, indelebile, che mi riporta sempre a quel lontano 26 maggio del 1993: il tuono sordo dell’esplosione, il caos delle sirene, la terribile notizia. Ero un bambino, ma lo ricordo nitidamente.

Una preghiera per le vittime e la promessa che non dimenticheremo mai.